25.2 C
Amalfi

Benvenuto autunno, la stagione più romantica dell’anno

ultima modifica

Share post:

spot_imgspot_imgspot_img

di EMILIANO AMATO

E alla fine arriva l’autunno. Dopo un’estate da record per le temperature roventi e giornate interminabili, la natura sembra finalmente tirare il fiato. Le prime giornate miti regalano ancora qualche piacevole carezza di sole, ma al mattino e alla sera si fa sentire quella frescura che annuncia il cambio di stagione. Tornano le giacche leggere, i maglioncini, le scarpe chiuse. Le giornate si accorciano, la luce cambia e il tramonto arriva un po’ prima.

È forse la stagione più romantica dell’anno, quella dei colori caldi e dei profumi intensi, dei paesaggi che lentamente si trasformano e di una natura che, prima di addormentarsi nell’inverno, regala il suo spettacolo più generoso. A novembre, quando fuori il cielo si fa più grigio, la pioggia che batte sui vetri e il vento accompagna la caduta delle ultime foglie, cresce il desiderio di rientrare, di chiudere la porta alle spalle e ritrovare il calore delle stanze. È allora che la casa torna a essere rifugio, luogo dell’intimità, degli affetti e delle piccole abitudini che d’estate avevamo quasi dimenticato.

Si accendono le luci prima del solito, si riscopre il piacere di una coperta sulle gambe, di un libro, di una musica in sottofondo. 

È tempo di vendemmia, di grappoli maturi e di mosto, di raccolta delle castagne e delle olive. Nei boschi ricomincia la ricerca dei funghi, tra sentieri umidi, foglie cadute e il profumo inconfondibile della terra. La campagna si anima di nuovi ritmi e la tavola cambia insieme alle stagioni: arrivano le zucche, le castagne, i funghi, l’olio nuovo e tutti quei sapori che sanno di casa, di tradizione e di convivialità.

Anche il turismo, dopo i mesi dell’alta stagione, lentamente volge al termine. Le località si fanno più tranquille, le spiagge si svuotano e il ritmo delle giornate rallenta. È il tempo di un nuovo equilibrio, scandito anche dal cambio dell’ora e, poco dopo, dalla commemorazione dei defunti, quando il calendario ci invita a fermarci e a ricordare chi non c’è più.

E quasi senza accorgercene, l’autunno diventa una strada che conduce verso l’inverno. Prima, però, ci regala settimane preziose di colori, profumi e atmosfere uniche. E poi, come una promessa già nell’aria, arriverà il Natale.

Miti e leggende dell’equinozio d’autunno

L’arrivo dell’autunno non è soltanto un passaggio meteorologico. Da tempo immemore, il susseguirsi delle stagioni ha affascinato gli uomini, che hanno cercato di interpretare i ritmi della natura attraverso miti, riti e leggende.

L’equinozio d’autunno, momento in cui il giorno e la notte hanno una durata pressoché uguale, rappresentava simbolicamente una soglia: da una parte la luce dell’estate ormai al termine, dall’altra il progressivo avvicinarsi dell’oscurità e della stagione fredda.

Un elemento ricorrente nelle antiche celebrazioni era il ringraziamento alla terra per i suoi frutti, al termine della stagione dei raccolti, accompagnato dall’attesa del periodo più freddo dell’anno.

Nell’antica Atene, in questo periodo si celebravano le grandi Tesmoforie, feste dedicate a Demetra, dea legata alla fertilità della terra e del grano. Il ciclo della natura, con la morte apparente della vegetazione e la sua successiva rinascita, diventava così anche un racconto mitologico.

Un’eco di questo stesso tema si ritrova nella tradizione celtica. L’equinozio d’autunno era associato a Mabon, giovane dio della vegetazione e dei raccolti, figlio di Modron, la Grande Madre. Secondo la leggenda, Mabon venne rapito appena tre notti dopo la nascita e rimase prigioniero per lunghi anni, fino alla liberazione per opera di Re Artù e dei suoi compagni.

Il mito di Mabon presenta evidenti analogie con quello greco di Persefone: il rapimento e la permanenza lontano dalla luce diventano una rappresentazione simbolica del ciclo della natura, dei frutti della terra custoditi e poi restituiti al mondo per nutrire e sostenere la vita.

I druidi indicavano questa ricorrenza con il nome di Alban Elued, espressione generalmente interpretata come “Luce dell’acqua”, ulteriore richiamo al rapporto profondo tra il ciclo naturale, gli elementi e il susseguirsi delle stagioni.

L’equinozio di settembre ebbe un significato particolare anche in epoca moderna. Nel calendario repubblicano francese, introdotto durante la Rivoluzione e utilizzato tra il 1793 e il 1805, l’equinozio d’autunno coincideva simbolicamente con l’inizio dell’anno.

Ma forse nessuno ha trasformato il rapporto tra il movimento del sole e l’equinozio in uno spettacolo più suggestivo dei Maya.

A Chichén Itzá, in Messico, la grande piramide a gradoni conosciuta come El Castillo è celebre per il fenomeno luminoso che si manifesta intorno agli equinozi. Quando il sole raggiunge una particolare posizione, le ombre proiettate lungo la scalinata nord sembrano comporre il corpo di un serpente che scende verso terra, fino a collegarsi idealmente alla testa scolpita alla base della piramide.

È un’immagine potente, quasi magica: il sole che cambia posizione, la luce che disegna forme sulla pietra e un’antica civiltà che ha saputo trasformare il cielo in un calendario monumentale.

Una stagione da vivere lentamente

Oggi non abbiamo più bisogno dei miti per capire che l’estate sta finendo. Ce lo ricordano le temperature più gentili, il profumo della terra dopo le prime piogge, le foglie che cambiano colore e quel bisogno quasi naturale di ritrovare il calore di una casa, di una tavola imbandita, di una passeggiata nei boschi.

L’autunno arriva così, senza clamore, ma con una tavolozza che nessun’altra stagione possiede. Rosso, arancio, giallo, marrone: la natura sembra accendersi proprio mentre si prepara al riposo.

È il tempo dei raccolti e dei ricordi, delle sagre e dei camini, delle castagne arrostite e dell’olio nuovo. È il tempo in cui le giornate si restringono ma, forse, si allargano gli spazi per stare insieme.

Benvenuto, dunque, autunno. Portaci i tuoi colori, i tuoi profumi e i tuoi sapori. Lasciamo alle spalle la lunga estate e prepariamoci, passo dopo passo, ad attraversare questa stagione che sa essere malinconica e gioiosa allo stesso tempo.

Perché l’autunno non è soltanto la stagione che viene prima dell’inverno. È il momento in cui la natura ci insegna che anche cambiare colore può essere un modo bellissimo di rinascere.

spot_imgspot_img

articoli correlati

Ravello Lab 2026, “Memoria e Contemporaneità”: l’arte attraversa il tempo e guarda al futuro

Come mettere in dialogo la memoria del passato con le sfide della contemporaneità? E quale ruolo può assumere...

Atrani festeggia il patrocinio di Santa Maria Maddalena. Il programma

Nella terza domenica di ottobre, ad Atrani si festeggia il Patrocinio di Santa Maria Maddalena, in ricordo delle numerose grazie ottenute mediante...

Ravello, approvato il regolamento per la regolarizzazione del Canone Unico Patrimoniale

Il Comune di Ravello compie un importante passo verso la trasparenza e la regolarizzazione delle occupazioni di suolo...

Nuovo Codice della Strada: multe più basse e nuove regole per le assicurazioni. Ecco cosa cambia

La riforma del Codice della Strada approvata in Consiglio dei Ministri punta a una generale razionalizzazione e riduzione...