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Ex Ospedale Pogerola, Sindaco Milano risponde a Franzese: «Non sarà albergo, PUC non lo prevede»

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di RAFFAELE VINCENZO GIORGIO

Il Consiglio Comunale di Amalfi celebratosi lo scorso 28 settembre, ha affrontato, tra le altre, la questione che più di tutte tiene banco nelle ultime settimane: il destino dell’immobile di Pogerola, terzo punto all’ordine del giorno dell’assise comunale che è stato respinto con 8 voti contrari e 4 favorevoli.

La minoranza consiliare ha presentato una proposta formale per bloccare la vendita dell’immobile da parte dell’ASL Salerno – proprietaria della struttura – e avviare un progetto per mantenerlo interamente pubblico, destinandolo a un Polo Polifunzionale con servizi sanitari leggeri, fisioterapia e alloggi a canone sociale finanziabili tramite fondi europei.

Di seguito riportiamo le dichiarazioni integrali del Sindaco Daniele Milano, che ha spiegato le ragioni tecniche e amministrative per cui la proposta della minoranza è stata respinta, e la successiva replica della consigliera di minoranza Antonella Franzese, che ha richiamato l’Amministrazione a un atto di coraggio politico.

Il Sindaco ha bocciato la proposta sottolineando che il Comune, tramite il Piano Urbanistico del 2020, ha già previsto quasi tutte le destinazioni d’uso richieste e che imporre un vincolo esclusivamente pubblico condannerebbe la struttura all’abbandono, visti i pareri tecnici contrari e i costi altissimi di ristrutturazione.

«Prendo la parola a nome dell’intera amministrazione, innanzitutto per segnalare — soprattutto a beneficio di chi ci ascolta da casa — che è prassi all’interno del Consiglio dare lettura delle proposte, questo non per un vezzo, ma per rendere conoscibile a chi ci ascolta da casa su cosa stiamo andando a deliberare. Quindi, certamente aver omesso la lettura della proposta e invece essersi spesi in un’appassionata arringa non restituisce pienamente il contenuto della discussione. (Rivolgendosi alla Consigliera Franzese) Non vorrei essere interrotto. Avremmo dovuto leggere la proposta per intero perché sui punti 1, 2, 3, 4 e 5 avremmo potuto fare delle osservazioni. Gradirei non essere interrotto nemmeno dalla sala, grazie.

​Rispetto al discorso fatto, voglio dire tre cose in merito a cosa ho ascoltato, che condivido due passaggi dell’intervento della consigliera Franzese.

​Il primo è che sicuramente quello dell’immobile ASL a Pogerola — che non chiamo né “ospedale” né “ex ospedale”, altrimenti siamo noi i primi a perpetrare truffe linguistiche — visto che questo edificio ospedale non lo è mai stato. Quindi chi parla di “diritto alla salute sottratto” rispetto all’edificio di Pogerola fa una truffa, perché non è che avessimo un ospedale attivo oggi lo stiamo per perdere. ​La seconda cosa che condivido dell’intervento della consigliera Franzese è che l’unico organismo ad avere la sovranità sulle attribuzioni delle destinazioni d’uso è il Consiglio Comunale di Amalfi insieme alla Giunta, secondo le procedure previste dalle leggi urbanistiche. Ogni altro organismo evocato non ha questo potere.

​Rispetto a quanto sentito dal Consigliere Acunto dico: riguardo alle determinazioni che assumeremo saranno basate sugli argomenti che sto per esporre e che certamente non rispondono a logiche di appartenenza politica. Non decideremo di votare contro questa proposta perché l’avete fatta voi, ma perché è utile avere gli elementi per capire su cosa stiamo votando. ​E vengo al dunque: ​Punto primo: Ho già detto che l’immobile ASL di Pogerola non è e non è mai stato un ospedale perché, come ricordava anche la consigliera Franzese, nonostante fosse stato costruito e attrezzato, non ha mai aperto le porte. Devo dire che — e per questo ho fatto la precisazione sulla lettura della proposta agli atti — nemmeno la vostra proposta chiede in realtà di mantenere o riattivare un ospedale all’interno; quindi parlare di “sottrazione del diritto alla salute a scopo sanitario” è in realtà un bluff.

​Poi c’è un altro aspetto. Stiamo parlando di un immobile di proprietà dell’ASL di Salerno. Il Direttore dell’ASL ha avuto modo di chiarire le circostanze durante un incontro tenutosi il 15 settembre con tutti i Sindaci della Costa d’Amalfi: la necessità di alienarlo risponde a logiche legate anche alle responsabilità erariali, perché gli enti pubblici sono tenuti a valorizzare o dismettere gli immobili a seconda che rispondano o meno alle loro funzioni istituzionali. L’ASL — come è stato chiarito anche con una nota resa pubblica nell’incontro del 15 settembre e, successivamente, con un comunicato diramato dalla Conferenza dei Sindaci — non ha le somme a disposizione per la ristrutturazione di questo edificio, né ha in programma di attivarvi servizi sanitari all’interno. E questo è un primo dato di fatto.

​Vorrei dire alla consigliera Franzese che se oggi torniamo a parlare dopo cinquant’anni dell’immobile ASL di Pogerola, lo si fa perché nel 2020 questa amministrazione, ad agosto del 2020, è stata la prima ad approvare il Piano Urbanistico Comunale (PUC). E qui entriamo nella parte meno populista e più concreta del ragionamento: noi, per i grandi contenitori dismessi e abbandonati, abbiamo previsto delle destinazioni aggiuntive rispetto a quelle possedute, e lo abbiamo fatto con l’unico strumento possibile, il PUC, approvato all’esito di un lunghissimo e tortuoso iter durato cinque anni nel corso del primo mandato consiliare dell’esperienza “Liberi”. ​Allora facciamo anche un po’ di informazione corretta alla cittadinanza e a chi ci ascolta da casa: quell’immobile di proprietà ASL, nel nostro PUC, contiene già il 90% delle destinazioni che voi avete immaginato di voler imprimere. Quindi, in un certo qual modo, la vostra proposta è superflua, poiché è già tutto possibile alla luce degli strumenti urbanistici attuali.

​In particolare, nella relazione esplicativa al parere tecnico, il responsabile dell’ufficio (architetto Caso) ha menzionato le destinazioni possibili. E qui interviene un altro elemento che ci dà ancora potere oltre questa seduta consiliare: proprio perché il Consiglio Comunale di Amalfi detiene la sovranità sugli strumenti urbanistici del nostro territorio, per riattivare questo edificio — qualora venisse venduto e un privato volesse realizzarvi una delle destinazioni possibili previste dal PUC — tale possibilità è vincolata all’adozione di un piano attuativo che passa per una procedura concordata tra Regione e Comune. Quindi, ove mai l’immobile venisse venduto e ove venisse un privato intenzionato a realizzare un’operazione in regime di Partenariato Pubblico-Privato (PPP) o di diverso tipo, dovrà comunque passare per il Consiglio Comunale di Amalfi, prevedendo tra l’altro, all’interno della procedura concordata, quali spazi restituire alla cittadinanza.

​Nel PUC, ad agosto 2020, ci siamo posti il problema dei contenitori dismessi perché gli edifici abbandonati sul territorio rappresentano una criticità sotto vari punti di vista: ​Da un edificio abbandonato possono staccarsi cornicioni o vetri e rappresentare un pericolo per la pubblica e privata incolumità; ​Un edificio abbandonato può essere occupato abusivamente; ​Un edificio abbandonato può diventare ricettacolo di insetti, ratti, serpenti e quant’altro. ​Quindi, quando nel 2020 abbiamo approvato in Consiglio Comunale l’apertura di un ventaglio di destinazioni, lo abbiamo fatto per consentire che quell’edificio di proprietà ASL (per il quale l’ASL ha chiarito di non avere in alcun modo le risorse né per ristrutturarlo né per farlo funzionare) potesse avere nuova vita.

​Consentitemi di dire che la proposta, oltre ad essere superflua nella parte in cui richiede che venga mantenuto un vincolo esclusivamente pubblico, rischia di essere anche dannosa. Per quale motivo? Perché nel momento in cui imponiamo un vincolo esclusivamente pubblico, e l’ASL ha già chiarito di non avere le risorse per metterlo a posto e gestirlo, noi stiamo condannando quell’immobile a rimanere così com’è, esattamente come è stato negli ultimi 40 anni. In un certo qual modo dovremmo augurarci che si presenti un soggetto interessato a sviluppare usi alternativi, sempre nel rispetto dei vincoli urbanistici che fra poco vi elenco, e che si ponga il tema della rivitalizzazione. Quindi se per 40 anni non si è parlato dell’immobile ASL a Pogerola, e oggi se ne parla è grazie a questa amministrazione che nel 2020, prima nella storia del Comune di Amalfi, ha approvato lo strumento urbanistico.

​Quali destinazioni possibili abbiamo impresso (vincolate alla conclusione di un procedimento con piano attuativo e permesso di costruire previa procedura concordata)?

​Funzioni socio-assistenziali: ad esempio centri diurni integrati per anziani e disabili, comunità alloggio e case famiglia, accoglienza residenziale temporanea o permanente per minori e adulti fragili, strutture per il supporto di anziani, minori, disabili e famiglie in difficoltà, sportelli di segretariato sociale e presa in carico dei bisogni, asili nido e centri per l’infanzia, servizi educativi e di supporto alla conciliazione famiglia-lavoro.

​Riabilitazione: ad esempio presidi sanitari e socio-sanitari dedicati al recupero delle capacità funzionali, centri di riabilitazione motoria (terapie fisiche, kinesiterapia, rieducazione posturale), centri di riabilitazione neuropsicopedagogica (logopedia, psicomotricità, terapie cognitive), ambulatori specialistici (visite fisiatriche, valutazioni funzionali, terapie strumentali come laser, tecar, ultrasuoni riabilitativi) e cicli intensivi di terapia complessa senza ricovero notturno.

​Benessere: strutture orientate alla cura della persona, alla prevenzione e a stili di vita sani; centri termali, SPA, idroterapia, sauna, bagni di vapore, trattamenti fangoterapici, centri olistici (yoga, meditazione, pilates, discipline bionaturali) ed estetici. Sport, cultura, tempo libero, divertimento e foresterie.

​Una cosa che volevo chiarire — stimolata anche dall’intervento del consigliere Acunto — è che c’è una destinazione che possiamo escludere alla radice perché è vietata dal PUC: la possibilità che l’ex immobile ASL di Pogerola diventi un albergo. Nelle norme attuative del Piano Urbanistico, all’articolo 82 (relativo ai cambi di destinazione d’uso), abbiamo scritto espressamente che non è comunque consentito l’aumento delle superfici a destinazione turistico-ricettiva. Quindi questo pericolo è escluso sia perché l’albergo non rientra tra le destinazioni possibili previste, sia perché abbiamo inserito un articolo ad hoc per vietare nuove superfici turistico-ricettive.

​Ci sono poi altri elementi pratici: ​L’ASL metterà in vendita questo immobile per 14.800.000 euro (prezzo al quale, a mio parere personale, non lo comprerà nessuno); ​Bisogna considerare i costi di ristrutturazione: vista la vetustà della struttura, le norme attuali richiedono l’adeguamento antisismico e, sulla base del prezzario regionale, parliamo di una spesa superiore ai 10 milioni di euro; ​C’è un terzo elemento contenuto nelle norme del PUC richiamato dal Responsabile del Settore Edilizia Privata: qualsiasi intervento passa anche per le necessarie opere di messa in sicurezza idrogeologica del versante, che richiedono ulteriori milioni di euro. ​Questi sono elementi numerici che il Consiglio deve conoscere per votare in maniera serena. ​Riguardo al passaggio sui pareri dei responsabili: il Consiglio oggi è chiamato a riunirsi su una proposta per la quale sia il Responsabile dell’Ufficio Tecnico sia quello dell’Ufficio Finanziario hanno espresso parere negativo. Ci tengo a dire che responsabili effettuano una verifica di legittimità senza chiedere al Sindaco cosa scrivere o meno; quindi ci troviamo a discutere su una proposta ritenuta illegittima dagli uffici.

​Ricapitolando: ​La proposta è superflua, perché il PUC prevede già il 90% delle cose che avete ipotizzato, che tra l’altro anche i sindaci della costa d’amalfi nel corso dell’incontro avuto con il direttore dell’asl salerno immaginano e desiderano per questo territorio che si debbano fare; ​È dannosa, perché imponendo un vincolo solo pubblico costringerebbe l’ASL a mantenere l’immobile senza avere i fondi per sistemarlo; ​È illegittima, alla luce dei due pareri contrari (tecnico e contabile) degli uffici competenti. ​La nostra posizione sarà di contrarietà, ma non perché sia una proposta arrivata dalla minoranza — ci tengo a chiarirlo, visto che abbiamo inaugurato la consiliatura con una qualità del dialogo diversa rispetto al passato e manterremo fede a questa impostazione, al tempo stesso pensiamo sia necessario parlare la lingua della verità ed evitare che le persone si innamorino di percorsi non percorribili dal punto di vista fattuale e giuridico. Siamo tutti tifosi alla riattivazione dell’immobile ASL di Pogerola e al fatto che un soggetto (in accordo con l’ASL o con il pubblico) possa offrire servizi socio-sanitari di qualità alla popolazione di Amalfi e della Costiera».

In risposta, la consigliera Franzese ha ribadito che l’intento della loro delibera è puramente di indirizzo politico e come obiettivo primario tentare di fermare la vendita e avviare un dialogo, senza farsi bloccare subito dai cavilli formali.

«Signor Sindaco, solo una breve replica. Lei è una persona di solito molto attenta, ma questa volta probabilmente non ha prestato la dovuta attenzione ai vari punti che ho cercato di semplificare nel mio intervento. Da parte nostra, non riteniamo affatto che la lettura di questi pareri sia superflua o in contrasto con le nostre proposte.

​La nostra richiesta di sospendere la vendita dell’immobile voleva essere l’inizio di un percorso d’indirizzo e di confronto. Avremmo poi analizzato insieme i costi, le perplessità dell’ASL e gli studi di fattibilità necessari. Definire “populista” un discorso come questo — nato in quest’aula consiliare con l’intento di far crescere l’opposizione — significa sminuirne il reale valore.

​Per noi quello resta l’ex ospedale. Nella storia di questo territorio rimarrà sempre tale, ed è una struttura che potrebbe essere utilizzata come strumento parallelo per le cure ospedaliere o di riabilitazione. Non è un’ipotesi impossibile.

​Chiaramente non siamo qui ad elemosinare favole. In quante occasioni ricordiamo che Amalfi è un comune capofila? Ce ne ricordiamo solo quando vogliamo esporci a livello turistico e internazionale, oppure anche quando c’è la possibilità concreta anche di osare?

Noi continuiamo a sostenere la necessità di sospendere l’alienazione pubblica di questo bene. Poi naturalmente è una nostra proposta chiara, che non nasce adesso per populismo: già dopo l’ultima Conferenza dei Sindaci, alla notizia che l’ASL avrebbe venduto questo bene, ci siamo mossi. Era un punto centrale già nella nostra campagna elettorale — non mi piace usare il termine “bandiera”, ma era un nostro intento consegnare alla comunità qualcosa di fruibile e concreto.

​L’ex ospedale o ospedale, come lo vogliamo definire, è un contenitore che può mantenere una propria essenza e speriamo una luce futura. Noi ci crediamo e confidiamo nella possibilità di verificare, almeno con un tentativo, la fattibilità dell’operazione. Sui formalismi ci possiamo soffermare quanto vuole, Sindaco, ma avviare un atto di indirizzo e di confronto penso sia lecito, un nostro pieno diritto, oltre che un dovere verso i cittadini. E non lo dico per populismo.

​La parola “populismo” viene spesso percepita dal cittadino medio come un “non avevano niente di meglio da fare che avanzare una proposta del genere”.

Al contrario: non c’è nulla di più alto ed esercitato nell’interesse del cittadino dell’azione di una minoranza attiva. Se questo per voi è populismo, allora la consigliera di minoranza Antonella Franzese continuerà su questo orientamento: noi saremo sempre per un qualcosa vada orientata verso quell’idea di “populismo” a favore di un’amministrazione vicina alle esigenze reali delle persone. ​Dobbiamo provarci. Lei, Sindaco, ha superato opere e difficoltà apparentemente impossibili in passato; non rinunciamo.

L’unica cosa che le chiediamo è di sospendere questa vendita. Lei dice che teme contenziosi a causa dei pareri tecnici, ma ci siamo esposti a contenziosi ben peggiori in passato, e lei lo sa. Proviamoci, per l’interesse dei cittadini — me lo lasci dire, se vuole, in modo “populista”. Proviamoci, Signor Sindaco».

redazione
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