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Fondazione Ravello, Fico cambia la quota regionale del Consiglio di indirizzo: entrano Cutaia, Della Morte e de Divitiis

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La nuova stagione politica della Campania comincia a farsi sentire anche a Ravello. Il presidente della Regione Roberto Fico mette mano alla rappresentanza regionale nella Fondazione Ravello e, dopo mesi di vuoto, ricostituisce la quota di competenza della Regione nel Consiglio di indirizzo dell’ente che governa il Ravello Festival.

Il decreto è stato firmato il 24 settembre e porta tre nomi nuovi nell’organismo: l’assessore regionale alla Cultura Ninni Cutaia, indicato dallo stesso Fico come delegato alla presidenza del Consiglio di indirizzo, il professor Michele Della Morte e la professoressa Bianca de Divitiis.

Cutaia, 67 anni, è l’assessore regionale con deleghe a Cultura, Eventi e Personale. La sua esperienza nel settore culturale e dello spettacolo è maturata anche alla guida dell’Ente Teatrale Italiano e del Teatro Mercadante di Napoli.

La scelta arriva al termine di una fase di transizione che aveva lasciato la Fondazione con un Consiglio di indirizzo non più nella sua piena composizione. Il Ravello Festival ha così concluso la sua 74esima edizione, andata in scena dal 4 luglio al 5 settembre 2026, mentre l’organismo chiamato a tracciare le linee strategiche della Fondazione era ancora alle prese con il rinnovo delle rappresentanze dei soci fondatori.

Il passaggio è tutt’altro che soltanto formale. Il Consiglio di indirizzo è infatti l’organismo nel quale siedono i rappresentanti dei tre soci fondatori pubblici: Regione Campania, Provincia di Salerno e Comune di Ravello. Secondo l’impianto statutario, al presidente della Regione o a un suo delegato, al presidente della Provincia o a un suo delegato e al sindaco di Ravello o a un suo delegato si aggiungono quattro esponenti del mondo della cultura e delle professioni, due dei quali indicati dalla Regione, uno dalla Provincia e uno dal Comune.

Con il decreto del 24 settembre, dunque, Fico ha esercitato la propria competenza sulla quota regionale. Restano ora da completare le altre caselle per arrivare alla piena ricostituzione dell’organismo.

La fine dell’assetto precedente

Il rinnovo arriva dopo il cambio dei vertici politici determinato dalle elezioni regionali del 2025 e dal successivo rinnovo degli equilibri alla Provincia di Salerno. Il nuovo Statuto della Fondazione lega infatti la durata degli incarichi nel Consiglio di indirizzo al mandato dell’amministrazione che ha effettuato la designazione.

È questo il meccanismo che ha determinato la decadenza dei rappresentanti riconducibili alla precedente stagione amministrativa. Nel vecchio assetto regionale figuravano l’avvocato Lorenzo Lentini, che presiedeva il Consiglio di indirizzo, e Almerina Bove. Tra i componenti era entrato anche Alessio Vlad, poi diventato presidente della Fondazione.

La stessa Fondazione, nelle proprie pagine istituzionali, indica ancora il precedente Consiglio di indirizzo con Lorenzo Lentini presidente, Almerina Bove, Stefano Giuliano, Francesco Morra, Gianpaolo Schiavo e Paolo Vuilleumier.

Il nuovo decreto regionale modifica quindi in modo significativo quella composizione, almeno per la parte di competenza di Palazzo Santa Lucia.

La sequenza degli atti

La procedura si è sviluppata nell’arco di alcuni mesi. Il 3 giugno gli uffici regionali avevano rilevato la cessazione del mandato dei componenti del Consiglio di indirizzo legati alla precedente amministrazione. Il 24 luglio era stata comunicata l’intenzione di procedere con la nomina del professor Michele Della Morte. Il 10 settembre era arrivata la successiva indicazione di Bianca de Divitiis, insieme a quella di Ninni Cutaia quale delegato del presidente Fico alla presidenza del Consiglio.

Quattordici giorni più tardi è arrivato il decreto di ricostituzione della quota regionale.

Gli incarichi sono a titolo gratuito. È previsto esclusivamente il rimborso delle spese documentate, nei limiti delle disponibilità del bilancio della Fondazione. La durata degli incarichi è collegata, secondo il meccanismo previsto dallo Statuto, al mandato dell’amministrazione che ha effettuato la designazione.

Per disposizione statutaria, il Consiglio di amministrazione, composto dal presidente Alessio Vlad e dai consiglieri Lelio Della Pietra e Monica Giannattasio, resterà in carica fino al 30 giugno 2027. La nomina del presidente spetta al presidente della Regione, sentito il sindaco di Ravello.

Fico e il nuovo corso della Fondazione

La scelta assume anche un significato politico-istituzionale perché arriva nella fase di ridefinizione dei rapporti tra Regione, Provincia e Comune di Ravello dopo il cambio degli equilibri seguito alle elezioni.

Stando a quanto appreso, proprio il futuro della Fondazione Ravello sarebbe stato al centro di un recente incontro tra il presidente Fico e il sindaco di Ravello. In quella sede, Fico avrebbe assicurato l’intenzione di intervenire sul nuovo assetto dell’ente, con l’obiettivo di imprimere una ventata di novità anche all’organizzazione della Fondazione.

Il primo segnale concreto è arrivato con la quota regionale: non soltanto il cambio dei nomi, ma anche la scelta di affidare la presidenza del Consiglio di indirizzo all’assessore alla Cultura. Una soluzione che porta direttamente dentro l’organismo di governo della Fondazione il responsabile politico delle strategie culturali della Regione.

Per Ravello si apre così una fase nuova. Il Festival ha appena archiviato la sua 74esima edizione, mentre la Fondazione che lo sostiene entra nella stagione del rinnovo della governance. La Regione ha fatto la propria parte. Ora la ricomposizione del Consiglio di indirizzo dovrà passare anche dalle designazioni di Provincia e Comune, chiamate a completare il nuovo quadro istituzionale.

redazione
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