di EMILIANO AMATO
Nell’ambito dei controlli sul territorio e sulla regolarità degli interventi edilizi, nei giorni scorsi i Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Amalfi hanno scoperto, a Maiori, un manufatto abusivo. Quasi 40 metri quadrati, realizzati ex novo, in assenza dei necessari titoli autorizzativi, annessi a un preesistente locale deposito. Il fabbricato, in Via Nuova Chiunzi, era ancora in corso di realizzazione. Secondo quanto accertato dai militari, i lavori sarebbero stati eseguiti in economia, senza l’impiego di una ditta edile.

Il cantiere era celato dalle tradizionali reti utilizzate per la coltivazione dei limoni, elemento che avrebbe contribuito a nascondere alla vista le opere in corso. Due persone sono state deferite alla competente Autorità giudiziaria per le ipotesi di reato contestate in materia ambientale ed edilizia. L’opera era totalmente abusiva, mancante di tutte le autorizzazioni necessarie: valutazione di incidenza ambientale, autorizzazione paesaggistica, permesso di costruire, nulla osta del Parco Regionale dei Monti Lattari e gli adempimenti presso il Genio Civile relativi ai calcoli strutturali. Una lunga serie di titoli che, in un territorio fragile e sottoposto a particolare tutela come quello della Costiera Amalfitana, rappresentano passaggi fondamentali prima di poter intervenire sul territorio.
Quest’ultimo caso riporta ancora una volta al centro dell’attenzione il tema della tutela del territorio a Maiori e, più in generale, in tutta la Costiera Amalfitana. Qui ogni intervento edilizio si confronta con un territorio dalla particolare conformazione e con un sistema di vincoli che nasce proprio dalla necessità di preservare un patrimonio paesaggistico e ambientale unico.


