Un paesaggio ferito tocca nel profondo chi quel territorio impara ad amarlo, a curarlo e a viverlo ogni giorno. È questo il sentimento che accompagna in questi giorni i ragazzi dell’associazione Hiking The Amalfi Coast, di ritorno da un sopralluogo sul Sentiero dei Monaci (CAI 304), nell’area di Maiori.

Nelle scorse mattinate, i giovani volontari si sono incamminati lungo il tracciato insieme all’amministrazione comunale, affiancando il delegato ai sentieri Francesco Savastano. L’obiettivo era primario quanto delicato: valutare sul campo le ferite lasciate dall’ennesimo incendio che ha colpito i versanti di Capo d’Orso. Un lavoro scrupoloso, fatto di analisi visive e rilievi fotografici.

«Nei giorni scorsi ci siamo recati insieme al Comune di Maiori sul Sentiero dei Monaci (CAI 304) per effettuare un sopralluogo a seguito dell’incendio che ha colpito i versanti di Capo d’Orso», spiegano i ragazzi dell’associazione. «Durante l’attività svolta in mattinata, accompagnando il delegato ai sentieri Francesco Savastano, abbiamo realizzato un rilievo fotografico dell’area e analizzato le condizioni dei versanti interessati dal passaggio del fuoco, valutandone lo stato e le possibili criticità».

Per i ragazzi di Hiking The Amalfi Coast non si tratta di un semplice cammino, ma di un impegno costante e radicato. «Da oltre due anni siamo impegnati nella valorizzazione e nella tutela di questo percorso, attraverso attività di monitoraggio, manutenzione, sopralluoghi e giornate dedicate alla scoperta del territorio. Per questo vedere nuovamente questi luoghi segnati dagli incendi suscita in noi grande preoccupazione», testimoniano con apprensione.

Al di là del colpo d’occhio e dell’evidente danno paesaggistico, il fuoco lascia dietro di sé un’eredità ben più insidiosa per l’equilibrio del territorio. «La perdita della copertura vegetale non comporta solo un danno paesaggistico e ambientale, ma può aumentare il rischio di erosione e instabilità dei versanti, con possibili ripercussioni sulla sentieristica e sulla sicurezza del territorio».

«La prevenzione resta l’arma più efficace per proteggere il nostro patrimonio naturale. Prendersi cura dei sentieri significa prendersi cura del futuro della nostra comunità», chiosa l’associazione nella nota social.


