I Sindaci della Costa d’Amalfi scendono in campo per difendere la funzionalità del Presidio Ospedaliero Costa d’Amalfi. Al centro della contestazione c’è la nuova organizzazione del Pronto Soccorso entrata in vigore con ottobre 2026, che, secondo quanto denunciato dai sindaci, avrebbe determinato una riduzione della presenza dei cardiologi nella struttura.
Una questione che gli amministratori della Costiera considerano particolarmente delicata, alla luce delle caratteristiche del territorio e della distanza dai principali presidi ospedalieri di riferimento.

Il nodo è rappresentato dalla presenza contemporanea, in Pronto Soccorso, di un internista e di un cardiologo. Questo, secondo la Conferenza dei Sindaci, è stato per anni l’assetto del presidio, insieme alle altre figure specialistiche previste, e avrebbe garantito una risposta immediata soprattutto nei casi di natura cardiologica.
La situazione, spiegano i primi cittadini, sarebbe cambiata con il nuovo assetto organizzativo: non più internista e cardiologo contemporaneamente, ma la presenza dell’uno oppure dell’altro.
Una modifica che, sempre secondo la Conferenza, potrebbe avere conseguenze significative sulla gestione delle emergenze. In assenza del cardiologo, un paziente con problematiche cardiache dovrebbe essere trasferito verso altri presidi, con la conseguenza che l’internista potrebbe essere costretto ad accompagnarlo in ambulanza, lasciando temporaneamente scoperto il Pronto Soccorso della Costa d’Amalfi.
Ma, sottolineano i sindaci, una situazione analoga si verificherebbe anche quando in servizio fosse esclusivamente il cardiologo e non l’internista.
Il caso dei cinque cardiologi
Nella lettera inviata alla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, la Conferenza dei Sindaci richiama inoltre una circostanza ritenuta particolarmente significativa: l’espletamento di un concorso per l’assunzione di cinque cardiologi destinati al presidio della Costa d’Amalfi.
Secondo quanto sostenuto dagli amministratori, i professionisti oggi presterebbero invece servizio a Salerno.
La presenza del cardiologo, viene evidenziato, non avrebbe riguardato esclusivamente l’attività del Pronto Soccorso. Il medico avrebbe infatti garantito anche la sostituzione dell’internista nei casi in cui quest’ultimo fosse impegnato nel trasferimento di un paziente grave verso Cava de’ Tirreni o Salerno, oltre all’attività dell’ambulatorio di cardiologia di secondo livello, con ecocardiografia e prova da sforzo, destinata all’utenza esterna.
Per la Conferenza dei Sindaci, dunque, il tema non riguarda soltanto l’organizzazione interna del presidio, ma la capacità complessiva dell’ospedale di assicurare assistenza in un territorio caratterizzato da particolari difficoltà logistiche e da una forte presenza turistica.
Giovedì l’incontro con Cantone
La presa di posizione dei sindaci ha già prodotto un primo risultato: il direttore generale dell’A.O. San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, Nicola Cantone, ha concesso un incontro urgente.
L’appuntamento è fissato per giovedì 8 ottobre alle 11, presso la Direzione Generale.
Sarà quella l’occasione per mettere sul tavolo le criticità evidenziate dalla Conferenza e verificare con la Direzione Generale le possibili soluzioni per garantire la continuità dell’assistenza cardiologica e, più in generale, la piena operatività del Pronto Soccorso della Costa d’Amalfi.
L’obiettivo dichiarato dai sindaci è il ripristino dell’assetto che prevede la contemporanea presenza dell’internista e del cardiologo.
«In quella sede, in pieno accordo e spirito di fattiva collaborazione con la Direzione Generale, troveremo le giuste misure per non depotenziare l’Ospedale Costa d’Amalfi e risolvere l’annoso problema del cardiologo», fanno sapere dalla Conferenza dei Sindaci, rivendicando il «sacrosanto diritto alla salute» delle comunità della Costiera.
La questione assume, inoltre, una dimensione che va oltre i confini dei singoli Comuni. Per i sindaci, infatti, un eventuale ridimensionamento dell’assistenza ospedaliera in Costiera potrebbe avere ripercussioni sulla qualità dei servizi offerti a residenti e visitatori e, di conseguenza, sull’immagine di un territorio che rappresenta una delle principali destinazioni turistiche della Campania.
La Conferenza dei Sindaci ha annunciato che manterrà costantemente informate le comunità sugli sviluppi della vicenda e, soprattutto, sull’esito dell’incontro con la Direzione Generale.
A firmare la presa di posizione sono Fortunato Della Monica, presidente della Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi e sindaco di Cetara, e Andrea Reale, delegato alla Sanità della Conferenza e sindaco di Minori.


