In occasione della cerimonia istituzionale con la quale, ieri, il Comune di Ravello ha intitolato i Giardini comunali alla memoria del Maestro Mario Schiavo, è stato letto dal sindaco Paolo Vuilleumier l’intervento predisposto dal consigliere comunale Salvatore Ulisse di Palma.
Impossibilitato a partecipare personalmente alla cerimonia in quanto medico di turno, il dottore Di Palma ha affidato alla sua lettera un ricordo intenso e personale del Maestro Schiavo, figura profondamente legata a Ravello e alla sua storia musicale e culturale.

Nel suo intervento, Ulisse di Palma ripercorre il rapporto tra Schiavo e la città, il suo impegno artistico e civile, il legame con il territorio e quella passione musicale che, attraverso il suo insegnamento e la sua produzione, ha contribuito a costruire l’identità di Ravello quale “Città della Musica”. L’intitolazione dei Giardini comunali viene così indicata come un primo, importante riconoscimento, accompagnato dall’auspicio che la memoria e l’opera del Maestro possano trovare ulteriori forme di valorizzazione.
Di seguito il testo integrale dell’intervento.
Intervento di Salvatore Ulisse di Palma per l’intitolazione dei Giardini comunali al Maestro Mario Schiavo
Mario Schiavo: “Musicista per vocazione, Ravellese per amore”.
Finalmente un nome tutelare, con nome e cognome, fiore fra i fiori, luce nella luce, fragranza mediterranea, spirito volitivo, artista a tutto tondo, vanto di una comunità, chiamò e consegnò alla storia, anche con sue composizioni.
Ravello, finalmente hai degnamente riproposto il nome del Maestro Mario Schiavo, che ancora oggi corre veloce nelle generazioni di quanti ebbero il piacere e la fortuna di incontrarlo.
Qualcuno potrà obiettare che il suo nome si sarebbe potuto legare a qualche altro bene comunale, ma io ritengo e, con me, quanti hanno sensibilità d’animo, che questo luogo, i “Giardini del Comune di Ravello”, sia il più adatto per un uomo che amava la sua città.
L’intitolazione significa celebrarne il suo valore artistico, rafforzando il legame tra la città e la sua storia, creando orgoglio nella cittadinanza.
Un uomo che amava ancora di più la flora e la fauna di questo territorio, una flora ricordata da Eduardo Scarfoglio in un suo racconto, allorquando tratteggia il meriggiare, odori e sapori che solo chi è cresciuto in questa terra porta dentro, come il più prezioso profumo che una grande “maison” abbia potuto distillare.
Ravello, per il Maestro Schiavo fu tutto e onorò questa terra con impegno artistico ed anche con la presenza, in alcune amministrazioni, dove non mancò di fare sentire la sua voce e il suo pensiero, talvolta di dissenso, ma sempre e comunque in difesa dei concittadini e del paesaggio.
La grande Firenze, famosa nel mondo per cultura e tradizione, l’aveva accolto, amorevolmente e più che dignitosamente.
In questa città aveva concluso i suoi studi, aveva trovato per capacità e per acclarata bravura, la direzione dell’Orchestra del Teatro Comunale.
Poteva, dunque, il Maestro, ritenersi più che soddisfatto e aspirare a più lusinghieri e forse anche più redditizi traguardi, ma la malia di Ravello lo richiamava a sé e, tra il paese dell’anima e la città che avrebbe potuto consegnarlo alla storia, scelse e, non avrebbe potuto fare diversamente, le mura amiche, la parlata locale, i volti scarni e bruciati dal sole, le mani segnate dai duri lavori della campagna, la natia terra.
Mario Schiavo lo stiamo onorando oggi e siamo felici di questo momento di grande gioia e di festa che andremo a vivere, ma consentitemi, io che di Lui parlai, già anni addietro, lasciandone traccia in una mia pubblicazione, ritengo che non è stato soddisfatto appieno l’impegno generoso di quest’uomo, figlio e fratello di una comunità che tanto seppe onorare.
E questo di oggi è certamente un primo passo e, come tale, lo valutiamo e l’apprezziamo.
È fermo ancora in me e, in tanti altri amici che vivono lo stesso sentimento di riconoscenza, stima ed affetto sincero verso il Maestro, l’idea che qualsiasi forma di aggregazione, fosse anche un Conservatorio o un Istituto della Musica legata, in quella che entusiasticamente e, a ragion veduta, è stata chiamata: “Ravello, Città della Musica”, è scontata l’intitolazione al Maestro Mario Schiavo.
E, sempre a riguardo della Città della Musica, il pensiero non può che essere a Lui sempre rivolto, perché a cominciare dal sottoscritto e per finire a tanti altri che ebbero la ventura di poterLo avere come Maestro o come compagno nell’arte, lo dobbiamo a Lui, alla sua grande passione e al magnifico sentimento musicale che riuscì a trasmettere e che traspare nella sua cospicua produzione che, come impegno oggi più che mai, dobbiamo veicolare al mondo intero.
Salvatore Ulisse di Palma: “Poeta per vocazione, Ravellese per amore”.


