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Salone del Gusto 26: Cetara racconta una storia di sapore, fatica e memoria

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di SECONDO SQUIZZATO

La fatica è tanta, ma poi passerà e resteranno i ricordi belli di un’altra grande esperienza insieme a tanti amici. Per prima, quelli degli ‘Amici delle Alici’: gli instancabili Giulio Giordano e Gaetano (detto Ninotto) Giacinto. Sono quelli della prima ora, ma quanto ci manca il compianto amico Francesco (detto Ciccio) Pappalardo. Ci manca la sua precisione, il suo impegno ‘costi quel che costi’, il suo amore per la colatura di Alici di Cetara.

In quattro giorni c’è bisogno di chi non si risparmia e si rimbocca sempre le maniche per arrivare alla fine di giornate lunghe, ma che passano veloci. Lui non c’è più, e noi facciamo fatica a sostituirlo.

Lo sappiamo bene. La colatura di Alici di Cetara, dal 2020 con il suo marchio Dop, è un prodotto che incorpora la storia di un luogo,Cetara, che va raccontata. E il racconto va ripetuto sempre, e questo indubbiamente assorbe molte energie. Siamo arrivati in aiuto dei due amici solo dal secondo giorno. Ci siamo aggiunti altri due, con lo stesso cognome, e abbiamo supportato il lavoro degli Amici delle Alici.

Nella splendida piazza Reale, ci sono poi gli amici di Slow Food, quelli della Campania, con i quali molte volte abbiamo lavorato insieme. L’entusiasmo contagioso di Patrizia Spigno, senza voce per il troppo parlare di questi giorni, ci ha di nuovo coinvolti nelle tante iniziative che hanno animato lo stand della Regione Campania, crocevia di volontari, cuochi del territorio, pizzaioli di Tramonti, casari di Agerola. In questi giorni abbiamo fatto conoscere storia e storie del nostro prodotto identitario, che conduce in giro per l’Italia e nel mondo il nome del nostro piccolo borgo sul mare della Costiera Amalfitana.

E ci sono poi gli amici del Cilento, Donatella Marino delle alici di Menaica, Giuseppe Cilento della cooperativa Nuovo Cilento, con il suo splendido olio evo bio da abbinare alla nostra colatura di Alici di Cetara Dop. E tanti altri, fra i quali Gennaro Fiume, con cui ci siamo ritrovati, o che abbiamo appena conosciuto in questi giorni. Con il Gal Pesca Approdo di Ulisse e con il supporto del comune di Cetara, abbiamo avuto la possibilità di esserci di nuovo, dopo 8 anni di assenza.

Il nostro prodotto, ormai imitato come i grandi marchi delle più note produzioni italiane, meritava di tornare, con la sua versione dop, sul grande palcoscenico del centro della città di Torino, nel solco tracciato da Carlo Petrini. E noi ne siamo stati i testimoni.

redazione
http://www.quotidianocostiera.it
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