di EMILIANO AMATO
Una modifica attesa dal mondo vitivinicolo della Costiera e destinata ad avere conseguenze concrete sull’organizzazione della filiera. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha approvato, con decreto del 15 settembre 2026, la modifica ordinaria del disciplinare di produzione dei vini “Costa d’Amalfi”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 23 settembre. Il provvedimento conclude un percorso avviato con la domanda presentata dal Consorzio di tutela Vita Salernum Vites nel novembre 2025 e passata attraverso il parere favorevole della Regione Campania e del Comitato nazionale vini DOP e IGP.

La novità destinata a interessare maggiormente il territorio è l’ingresso di Agerola nella fase di trasformazione del vino. Il nuovo disciplinare stabilisce infatti che le operazioni di vinificazione, elaborazione, invecchiamento e imbottigliamento dei vini a denominazione “Costa d’Amalfi” possano essere effettuate anche nel Comune di Agerola.
Agerola entra nella filiera, ma non nella zona delle uve
È un passaggio importante, ma va chiarito un aspetto fondamentale: Agerola non entra nell’area di produzione delle uve destinate alla DOC Costa d’Amalfi.
Il disciplinare mantiene infatti invariata la delimitazione della zona viticola, che comprende i territori di Vietri sul Mare, Cetara, Maiori, Minori, Ravello, Scala, Atrani, Tramonti, Furore, Praiano, Positano, Amalfi e Conca dei Marini. Agerola viene invece individuata come territorio nel quale possono essere effettuate le successive operazioni di trasformazione del prodotto.
La distinzione è sostanziale: le uve atte a produrre il Costa d’Amalfi devono continuare a provenire dall’areale previsto dal disciplinare, mentre Agerola può diventare sede di cantine e strutture destinate alla trasformazione, all’affinamento, allo stoccaggio e all’imbottigliamento.
Una possibilità che può assumere particolare rilevanza in un territorio dove la conformazione urbanistica e orografica rende complessa la realizzazione di nuovi stabilimenti enologici all’interno dell’area costiera.

La svolta per le aziende vitivinicole
La modifica apre dunque una nuova prospettiva per la filiera. La possibilità di realizzare ad Agerola strutture dedicate alle diverse fasi della trasformazione può consentire alle aziende viticole della Costiera di disporre di nuovi spazi produttivi, mantenendo al tempo stesso il legame delle uve con l’originario territorio della denominazione.
È un tema particolarmente significativo per una viticoltura che si sviluppa su pendii, terrazzamenti e aree difficili da coltivare e nella quale la conservazione dei vigneti rappresenta anche una questione di tutela del paesaggio.
Il nuovo disciplinare conferma, peraltro, le caratteristiche rigorose della viticoltura della denominazione: i vigneti devono essere collinari, ben esposti e situati a un’altitudine non superiore ai 650 metri; per nuovi impianti e reimpianti è prevista una densità minima di 1.600 viti per ettaro.
Il ritorno del Tintore anche in etichetta
L’altra grande novità riguarda il Tintore, vitigno fortemente legato alla tradizione vitivinicola di Tramonti e dell’area dei Monti Lattari.
Il nuovo disciplinare introduce la tipologia “Costa d’Amalfi Tramonti Tintore”, per la quale il vitigno Tintore deve rappresentare almeno l’85 per cento della composizione, mentre possono concorrere altri vitigni a bacca nera non aromatici idonei alla coltivazione in provincia di Salerno fino a un massimo del 15 per cento.
Non si tratta soltanto di una modifica nominale. Il disciplinare attribuisce al Tintore una precisa identità all’interno della denominazione, rafforzando il rapporto tra il vino e la sottozona di Tramonti.
Per il nuovo Costa d’Amalfi Tramonti Tintore sono inoltre previste specifiche caratteristiche produttive e di commercializzazione: il vino può essere immesso al consumo dopo almeno 24 mesi di invecchiamento a partire dal 1° novembre dell’anno della vendemmia e, qualora sia stato invecchiato per almeno un anno in legno, può riportare in etichetta la menzione “riserva”.
Una modifica arrivata dopo un lungo iter
Il provvedimento ministeriale rappresenta il punto di arrivo di un iter iniziato con la richiesta del Consorzio di tutela Vita Salernum Vites, presentata il 27 novembre 2025 attraverso la Regione Campania.
La Regione aveva espresso parere favorevole alla proposta, così come il Comitato nazionale vini DOP e IGP nella riunione del 28 luglio 2026. La proposta era stata quindi pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’8 agosto per consentire eventuali opposizioni. Una opposizione era stata effettivamente presentata il 7 settembre, ma il soggetto proponente ha successivamente rinunciato, con comunicazione dell’11 settembre. ì
Il Consorzio ha quindi chiesto che le modifiche producessero effetti dalla campagna vendemmiale 2026/2027, richiesta sulla quale è arrivato anche il parere favorevole della Regione Campania.
Una nuova fase per la viticoltura della Costiera
La modifica del disciplinare arriva in una fase nella quale la DOC Costa d’Amalfi punta a rafforzare il proprio legame con il territorio e, contemporaneamente, a rispondere alle esigenze di aziende chiamate a confrontarsi con una produzione sempre più strutturata e professionalizzata.
L’apertura ad Agerola non modifica l’areale delle uve, ma amplia le possibilità della filiera di trasformazione. La nuova tipologia dedicata al Tintore, invece, offre uno spazio specifico alla valorizzazione di un vitigno che rappresenta una delle espressioni più riconoscibili della tradizione vitivinicola di Tramonti.
È una doppia novità che guarda quindi in due direzioni: da una parte la necessità di trovare nuovi spazi e nuove opportunità per le aziende; dall’altra la volontà di rafforzare, anche attraverso il nome del vitigno, l’identità di produzioni profondamente legate alla terra della Costiera.
Il decreto è entrato in vigore in Italia con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 23 settembre 2026. La modifica dovrà ora essere comunicata alla Commissione europea entro un mese; a livello dell’Unione europea, l’applicazione decorrerà dalla successiva pubblicazione della comunicazione e del documento unico modificato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, serie C.


